Uno studio appena pubblicato su Nature, dimostra che sia su modelli animali che nell’uomo, l’impiego di dolcificanti artificiali induce modificazioni del microbiota intestinale, metabolicamente sfavorevoli. Vanno dunque messi al bando ? Il commento degli esperti della Società Italiana di Diabetologia

front4919443[1]Lo studio ha dimostrato che, somministrando ai topi acqua con zucchero e un dolcificante si  evidenziava negli animali una marcata intolleranza glucidica, rispetto ai topi ai quali veniva offerta la semplice acqua o acqua e zucchero. La spiegazione individuata per questo fenomeno è che i dolcificanti artificiali alterano la composizione del microbiota intestinale in modo tale da predisporre alle malattie metaboliche. Gli autori hanno successivamente dimostrato che i dolcificanti artificiali sono in grado di alterare in maniera metabolicamente sfavorevole la composizione del microbiota(flora intestinale) anche nell’uomo, in modo tale da contribuire allo sviluppo di intolleranza glucidica. Tutto ciò sembrerebbe indicare che i dolcificanti artificiali potrebbe esacerbare, piuttosto che prevenire, alterazioni metaboliche quali l’intolleranza glucidica o il diabete. Le stesse che si intende cioè prevenire, adottando i dolcificanti artificiali nelle diete ipocaloriche.

Lo studio di Eran Elinav, Weizmann Institute of Science, Rehovot, Israele, invece ha testato gli effetti di tre dolcificanti comunemente usati, saccarina, aspartame e sucralosio nel topo. 
Lo studio ha evidenziato che tutti e tre i dolcificanti provocavano un innalzamento dei livelli di glicemia, anche quando confrontati con topi ai quali veniva data da bere acqua e zucchero. L’esperimento si è ripetuto valutando l’effetto di diversi dosaggi di saccarina nel topo. In tutte queste condizioni, sia nei topi obesi che magri, l’esposizione ai dolcificanti esponeva a disturbi della glicemia o a intolleranza al glucosio, che si manifestava in livelli di glicemia esagerati.
dolcificanti[1]Ci si è dunque chiesti come i dolcificanti artificiali potessero esercitare questo effetto metabolico:  e si è ipotizzato che questo fosse mediato dall’interazione con il microbiota intestinale. La prova è stata che, somministrando alcuni probiotici, si è riusciti a neutralizzare l’effetto dei dolcificanti. Un’altra dimostrazione che questo è il meccanismo causale viene dal fatto che il trapianto di microbiota da topi nutriti con dolcificanti artificiali ad altri germ free, induceva elevazione della glicemia nei secondi.

I ricercatori israeliani sono andati a vedere cosa succede nell’uomo. “Abbiamo studiato ampie coorti di persone, che seguivano una dieta contenente dolcificanti – spiega Eran Segal, Dipartimento di Immunologia,Weizmann Institute of Science, Rehovot, Israele –  e abbiamo osservato che il loro consumo si traduceva in alterazioni di una serie di parametri metabolici e in particolari alterazioni del microbiota intestinale. Abbiamo quindi seguito un gruppo di 7 volontari che non consumava dolcificanti e li abbiamo sottoposti a monitoraggio continuo della glicemia con un sensore che la rilevava ogni 5 minuti, oltre che a  valutazione quotidiana della composizione del microbiota. Dopo 2 giorni di follow up abbiamo somministrato a queste persone una dose di saccarina, con un dosaggio all’interno dei limiti previsti per l’uomo, e li abbiamo seguiti per altri 5 giorni.

In questa coorte preliminare abbiamo osservato che nella metà dei soggetti, anche un’esposizione di breve periodo alla saccarina induce un’elevazione statisticamente significativa della glicemia. Queste alterazioni della glicemia venivano mediate da alterazioni della composizione del microbiota. Non è possibile pensare a stilare delle raccomandazioni sulla base di questo studio ovviamente, ma dobbiamo tener presente, in linea con la filosofia della medicina personalizzata, che in alcuni individui i dolcificanti artificiali possono avere un effetto metabolicamente sfavorevole”.

 

Fonte: quotidiano sanità

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