Quel grasso ‘abbronzato’ che fa dimagrire

Il grasso bruno, un tipo particolare di tessuto adiposo che fino a qualche anno fa si riteneva presente solo nel neonato, non solo è presente anche nell’adulto ma è molto ‘plastico’.

Può aumentare di volume o ridursi a seconda in particolare delle temperature ambientali: con il freddo aumenta, con il caldo si riduce. Questo tipo particolare di tessuto adiposo, ha una caratteristica particolare; anziché conservare l’energia, la ‘brucia’ per generare calore, una funzione vitale nei neonati e nei piccoli animali, esposti a temperature rigide, ma forse anche un possibile bersaglio terapeutico per proteggere da diabete e obesità gli adulti

I ricercatori australiani hanno dimostrato che, la quantità di grasso bruno aumentava durante il mese con temperature notturne di 19°, e diminuiva al contrario durante il mese, nel quale i soggetti dormivano a 27°.

All’aumento di grasso bruno, corrispondeva inoltre una maggiore sensibilità all’insulina (è cioè sufficiente una mino produzione di insulina da parte del pancreas per riportare la glicemia a valori di normalità dopo un pasto),

Lo studio ICEMAN è la prima dimostrazione che il ‘reclutamento’ del grasso bruno è reversibile anche nell’uomo adulto e ha un impatto sul suo metabolismo. La quantità di grasso bruno può essere dunque indotta, cioè manipolata, anche nell’uomo attraverso uno stimolo ambientale, il freddo, che lo aumenta del 30-40%.

Fonte: quotidiano sanità20140625-095138-35498611.jpg

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