Cibi blu, rossi, viola fanno davvero bene alla circolazioneCibi blu, rossi, viola fanno davvero bene alla circolazione

Oggi più chiaro il ruolo dei polifenoli. Provati gli effetti di una nutrizione molto «colorata». Lo studio su adulti a elevato rischio cardiovascolare

fruttibosco[1] Si sente sempre più spesso parlare degli effetti antiossidanti dei polifenoli, composti ai quali si deve il colore blu, rosso e viola (e in alcuni casi il sapore amaro) di tè, vino rosso, mirtilli, fragole, e di vari altri frutti, ortaggi, erbe aromatiche e spezie. 

Tuttavia, molte delle proprietà attribuite ai polifenoli sono state osservate in studi condotti in laboratorio o su animali, mentre sono pochi gli studi che hanno cercato di verificare che cosa veramente accade nell’uomo con una dieta ricca di polifenoli. Ecco perché è di particolare interesse una ricerca italiana appena pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition.

 Lo studio

In questo studio, 86 adulti sovrappeso o obesi, a elevato rischio cardiovascolare, sono stati divisi in quattro gruppi, ciascuno dei quali ha seguito per otto settimane una dieta normocalorica. Questa dieta, però, per un gruppo era ricca di polifenoli (fra le fonti principali: caffè e tè verde decaffeinati, cioccolato fondente, carciofi, cipolle, spinaci, rucola,olio extravergine d’oliva); per un altro gruppo era ricca di omega 3 (grassi “buoni” dei pesci, provenienti soprattutto da salmone, dentice e alici); in un altro ancora era ricca sia di polifenoli sia di omega 3; infine, nell’ultimo gruppo (quello di controllo) era povera sia di polifenoli sia di omega 3
Con la dieta ricca di omega 3, dopo il pasto si riduceva la produzione di “lipoproteine aterogene” (strutture costituite da grassi e proteine che veicolano i grassi nel sangue e la cui alterazione, dopo il pasto, è un fattore per l’aterosclerosi) e l’effetto era ancora più marcato nel gruppo di partecipanti allo studio che aveva seguito la dieta ricca in polifenoli. Inoltre, questo tipo di dieta riduceva anche lo stress ossidativo, che svolge un ruolo importante nell’invecchiamento cellulare e nella progressione dell’aterosclerosi. 

cioccolato-cacao[1]Il valore della dieta mediterranea

«La nostra ricerca getta nuova luce sul valore dell’alimentazione mediterranea – commenta Gabriele Riccardi, professore di Endocrinologia e Malattie del metabolismo all’Ateneo Federico II di Napoli e coautore dello studio -. Finora il ridotto rischio di malattie cardiovascolari nelle popolazioni mediterranee era spiegato con l’abituale uso di olio d’oliva invece che di grassi di origine animale, caratteristici della dieta nord-europea e americana. Ora invece è chiaro che la dieta mediterranea promuove la buona salute grazie a più fattori nutrizionali, tra cui i polifenoli, presenti soprattutto in verdure, ma anche nella frutta, nell’olio (extravergine), in un buon bicchiere di vino rosso, senza dimenticare la tazzina di caffè e il cioccolato, di origine esotica ma felicemente trapiantati nella tradizione mediterranea». 

Fonte: corriere della sera

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