Olio di semi vari, facciamo chiarezza

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Sicuri di sapere tutto sugli “oli di semi”? Sull’olio alternativo all’olio di oliva, infatti, circolano numerosi luoghi comuni duri a morire. Vediamone i principali:

  • Dietro la denominazione un po’ generica “olio di semi” si nascondono in realtà tante diverse tipologie di olio: di semi vari, di arachidi, di girasole, di mais, di riso, di soia…
  • Non sono più “leggeri” dell’olio di oliva: dal punto di vista calorico un grammo di olio di semi contiene le stesse calorie (9) di un grammo di olio d’oliva.
  • Non è vero neanche che siano più adatti alle fritture né che siano più digeribili.

olio-semi[1]Olio di semi contro olio di oliva

Rispetto all’olio di oliva, gli oli di semi sono meno buoni al gusto e non provengono dalla spremitura di un frutto: vengono infatti trattati con solventi chimici e poi purificati.

I fattori positivi? Costano molto meno. E contengono gli acidi grassi polinsaturi (i cosiddetti “grassi buoni”), tra cui anche quelli essenziali e “salvacuore” come gli Omega 3 e Omega 6. Inoltre apportano vitamina E, che aiuta a combattere i radicali liberi, le scorie dell’organismo, e la vitamina B6, che fa bene al cuore, contrasta le sostanze cancerogene provocate dal fumo di sigaretta e può contribuire a migliorare l’umore.

Ma quali sono le caratteristiche degli oli di semi più diffusi?

  • olio-di-semi-di-girasole[1]Olio di semi vari – Il più diffuso, poco costoso, è però anche poco adatto all’alimentazione: si deteriora facilmente alle alte temperature, quindi non va usato per le fritture. Inoltre, è poco saporito se usato a crudo.
    • Olio di semi di arachidi – Molto usato per la produzione di maionese e margarina, al gusto risulta più gradevole e ha anche un potere anticolesterolo.
    • Olio di semi di girasole – Contiene tanta vitamina E (cinque volte di più che nell’olio di oliva) e ha proprietà anti-trigliceridi. Ha un’alta percentuale di acido linoleico, un grasso “buono” che però, se consumato in grandi quantità, può creare problemi al fegato e al cuore. Senza contare che si tratta di uno dei tipi più contraffatti.
    • Olio di mais – Contiene molti grassi “buoni”, ma non è adatto alle fritture perché, a lungo andare, sprigiona sostanze nocive all’organismo (a meno che non si frigga poco cibo e rapidamente).
    • Olio di riso – Contiene il gamma-orizanolo, che ha effetti regolatori del colesterolo. Ma usato crudo quasi non ha sapore.
    • Olio di soia – Pur essendo tra i più usati al mondo, è anche quello dalla minore efficacia antiossidante. Irrancidisce rapidamente ed è poco resistente alle alte temperature. Ma ha pochissimi grassi saturi (i grassi “cattivi” per l’organismo).

Fonte: Tanta Salute

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