La dieta che allevia il reflusso

file1373962762_98r4w250h375-articlephoto-[1]Secondo le più recenti Linee Guida americane che insegnano a controllare il disturbo gastrico molto diffuso è fondamentale il controllo del peso. Altri piccoli accorgimenti

Nella maggior parte dei casi, la malattia da reflusso gastroesofageo è controllabile, pur dovendo accettarla per tutta la vita. Le cause sono anatomiche o motorie. I sintomi piuttosto fastidiosi: i pazienti lamentano un bruciore alla bocca dello stomaco (dovuta all’azione lesiva dell’acido cloridrico) e il rigurgito del bolo alimentare (a volte fino alla bocca) nelle due ore successive al pasto.

LINEE GUIDA – Il disturbo, più diffuso nelle donne che affrontano una gravidanza in età avanzata, è dovuto a una perdita di tono del cardias (la valvola che regola il passaggio del cibo tra l’esofago e lo stomaco) o a un’alterata motilità nel tubo digerente. Ne soffre almeno il 15% della popolazione italiana, ma il dato è omogeneo in tutto l’Occidente. Perciò, nella comunità scientifica, è tra i più dibattuti.

IlJournal of gastroenterology ha recentemente pubblicato le nuove linee guida dell’American college of gastroenterology per la diagnosi e la terapia.  L’articolo affronta i sintomi extra-esofagei: quali asma, tosse cronica e laringiti. E le complicanze: come esofagite erosiva, stenosi peptica ed esofago di Barrett

COME ADATTARSI – Tenere sotto controllo il peso è quanto viene richiesto ai pazienti, ancor prima di iniziare la terapia. È questa, secondo gli esperti, l’unica raccomandazione riguardante lo stile di vita. Ben venga, dunque, l’attività fisica. Per il momento, invece, sono stati parzialmente assolti gli alimenti ritenuti corresponsabili della malattia: caffè, caffeina, cioccolato, piatti piccanti, agrumi, cibi grassi e menta. «Sono cibi che il paziente affetto da malattia da reflusso può mangiare, purché non in abbondanza», sostiene Fabio Monica, consigliere nazionale dell’Associazione italiana gastroenterologi ospedalieri (Aigo). «Non bisogna consumare pasti abbondanti, soprattutto a tarda sera. Altri due accorgimenti riguardano il fumo e l’alcol: evitandoli si attenuano i segni della malattia». Importante è non sdraiarsi subito dopo un pasto e sollevare la testata del letto di 10-15 centimetri: così la forza di gravità impedisce la risalita del bolo alimentare. 

LA CHIRURGIA – È il trattamento più drastico, ma anche quello meno diffuso. L’intervento è mirato a ristabilire la corretta funzionalità del cardias. Ma quando la malattia da reflusso è causata da un’alterata motilità nell’esofago o nello stomaco, la chirurgia non è risolutiva. 

Fonte: Fondazione Umberto Veronesi

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