Epatite A. Le regole del Ministero della Salute per “non correre il rischio”

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Da gennaio 2013 si è registrato in Italia un importante incremento del numero di casi di epatite A rispetto agli anni precedenti e i dati suggeriscono fortemente che i frutti di bosco surgelati possano essere la fonte di infezione.

L’epatite A è una malattia infettiva acuta causata da un virus che colpisce il fegato; il contagio avviene per contatto diretto da persona a persona o attraverso il consumo di acqua o di alcuni cibi contaminati.

Come si manifesta?
Molto spesso decorre in maniera asintomatica, soprattutto nel corso di epidemie e nei bambini.
L’epatite A, dopo un periodo di incubazione di 15-45 giorni dall’infezione, si manifesta con la comparsa di inappetenza, malessere generale, febbre e nausea. Dopo qualche giorno compare l’ittero, cioè la presenza di colorito giallognolo della pelle e delle sclere (la parte bianca dell’occhio) e delle mucose, dovuto alla aumentata concentrazione di bilirubina nel sangue a causa della diminuita funzionalità del fegato.
La malattia ha generalmente un’evoluzione benigna, dura dalle 2 alle 10 settimane, e dopo la guarigione conferisce un’immunità permanente. Non cronicizza mai.

Come si può prevenire?
Rispettando le norme igieniche generali per la prevenzione delle malattie a trasmissione oro-fecale e trasmesse da alimenti crudi:

– non consumare frutti di mare crudi. La cottura è l’unica misura efficace per eliminare o inattivare il virus dell’epatite A dai molluschi bivalvi o da altri prodotti freschi contaminati come frutta e verdura
– lavare accuratamente le verdure prima di consumarle
– lavare e sbucciare la frutta
– non bere acqua di pozzo
– curare scrupolosamente l’igiene personale, specie delle mani: lavarsi le mani dopo aver usato il bagno, dopo aver cambiato un pannolino, prima di preparare il cibo, prima di mangiare ecc.
– essere scrupolosamente puliti nella manipolazione di cibi e bevande.

Si raccomanda, inoltre, ai viaggiatori, diretti verso paesi con scarse condizioni igienico-sanitarie o endemici per epatite A, prima di partire, di consultare i centri vaccinali presenti sul territorio regionale, autorizzati per la profilassi internazionale, per avere consigli sulla vaccinazioni.

Una volta arrivati nel paese, di mangiare solo cibi cotti, in particolare verdure e frutti di mare, e di bere esclusivamente acqua in bottiglia e non consumare ghiaccio (se non si conosce l’esatta provenienza dell’acqua con cui è stato preparato).

Il lavaggio con acqua potabile è efficace per ridurre la concentrazione virale?
Sì, il lavaggio domestico può ridurre la concentrazione virale presente sulla superficie del vegetale e sulla frutta, tuttavia non elimina completamente tale contaminazione. Inoltre l’accurato lavaggio può essere utile anche ad allontanare altri contaminati presenti sulla superficie.

Quali trattamenti garantiscono l’eliminazione del virus dagli alimenti?
Il trattamento con il calore è in grado di distruggere il virus. Le temperature raggiunte durante le preparazioni alimentari garantiscono la completa sanificazione.
Considerate le evidenze ad oggi disponibili, si raccomanda di impiegare i frutti di bosco congelati acquistati per preparazioni sottoposte a cottura, come ad esempio le salse e le marmellate.

Quali sono gli alimenti più a rischio di trasmissione di epatite A?
Tra il 2007 e il 2012 l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e il Centro europeo per la lotta alle malattie (ECDC) hanno riportato focolai dove sono state individuate diverse tipologie di alimenti quali veicoli di infezione, come: pesce e prodotti a base di pesce, crostacei, molluschi e prodotti contenenti molluschi, vegetali, succhi, pomodori secchi, frutti di bosco e fragole.
Negli ultimi mesi in alcune regioni italiane si è osservato un incremento dei casi di epatite A e vi sono evidenze che questo incremento possa essere correlato al consumo di frutti di bosco misti congelati.

QUINDI
La cottura dei frutti di bosco surgelati rimane attualmente la misura più utile a contenere il rischio di infezione. La cottura, impiegata per la preparazione di una salsa, una crostata o una marmellata, mantiene inalterata, se non addirittura più elevata, la capacità antiossidante delle antocianine, sostanze di cui sono ricchi i frutti di bosco.

Considerando che nel periodo delle festività natalizie il consumo di questi prodotti tende ad aumentare, è stata prodotta una locandina informativa sul corretto consumo di questi alimenti che rilancia le raccomandazioni già formulate.

Fonte: ministero della salute

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