Mangiare a casa fa bene a grandi e piccini

Le famiglie che mangiano insieme hanno maggiori probabilità di essere più in salute, sia che si tratti di adulti che di bambini. Lo studio

 
mangiare-in-famiglia[1]Già altri studi avevano suggerito che, se possibile, sarebbe meglio per tutti i membri di una famiglia pranzare a casa. E questo vale non solo per gli adulti ma soprattutto per i bambini.

Oggi, un nuovo studio revisionale sa parte degli scienziati della Rutgers University, nel New Jersey, ha fatto ulteriore luce su questa usanza messa un po’ da parte, forse a causa dell’aumentato numero di impegni a cui tutti, chi più chi meno, siamo soggetti.

Dimostrando che mangiare a casa, insieme, cucinando per l’occasione è un toccasana per tutti, i ricercatori sperano che il messaggio giunga alle famiglie e che ci si adoperi affinché questo possa essere fattibile, si legge nel comunicato RU.
Per far ciò, la dottoressa Jennifer Martin-Biggers e colleghi della Rutgers, hanno valutato i risultati di 68 ricerche scientifiche pubblicate in precedenza. Lo scopo era accertare la possibile associazione tra il consumare i pasti in famiglia e la salute, in particolare dei bambini.

Nello specifico i ricercatori hanno osservato quanto la frequenza o l’atmosfera legata al mangiare in famiglia fosse legata al consumo di alimenti sani come, per esempio, la frutta e la verdura. L’analisi comprendeva anche l’eventuale consumo di cibi meno sani o di più scarso interesse come le bibite zuccherate o altri cibi “spazzatura”.
Altro parametro ricercato nell’analisi degli studi precedenti era la conferma che pranzare insieme in famiglia fosse correlato a una minore incidenza dell’obesità.

Picnic450Photoxpress_4631363[1]I risultati ottenuti dalla raccolta del materiale hanno permesso di confermare quanto previsto, ossia che mangiare con maggiore frequenza in famiglia era collegato a una dieta più sana. Nella fattispecie, si è visto un maggiore consumo di frutta, verdura, fibre e alimenti ricchi di nutrienti, vitamine, Sali minerali e così via.
A trarne i maggiori vantaggi erano in ogni caso i bambini, i quali sono stati trovati consumare meno cibo dannoso per la salute.

La correlazione tra il consumo dei pasti in famiglia e l’incidenza dell’obesità ha trovato una conferma relativa, tuttavia i bambini che mangiano con maggior frequenza in famiglia hanno mostrato di avere un più basso Indice di Massa Corporea (BMI) rispetto alla controparte che invece mangiava meno spesso in famiglia.
Gli scienziati Jennifer Martin-Biggers, Amanda Berhaupt-Glickstein, John Worobey e Carol Byrd-Bredbenner hanno presentato i risultati del loro studio il 23 aprile 2012 alla Scientific Sessions dell’American Society for Nutrition (ASN) a San Diego e, insieme a questi, hanno presentato il concentrato di questo studio che si è trasformato in una guida illustrata di facile utilizzo per le famiglie. L’intento è quello di fornire un’informazione sull’importanza dei pasti in famiglia, e il seguire una dieta corretta, che sia completa, adeguata e accessibile a tutte le famiglie che non possono permettersi, non hanno i mezzi, le competenze o il tempo di informarsi altrimenti.

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