Congresso Idf 2013: incidenza in ascesa costante per diabete tipo 1 e tipo 2

20131204-075637.jpg

Il diabete di tipo 1 ha fatto registrare un enorme aumento di incidenza in tutto il mondo, è infatti quasi raddoppiato, apparentemente senza spiegazioni». Lo afferma Antonio Ceriello (foto) presidente Amd (Associazione medici diabetologi), analizzando i temi principali discussi al Congresso mondiale sul diabete – Idf (International diabetes federation) 2013 – in corso a Melbourne (Australia).

«Tra le ipotesi più accreditate, dato che il fenomeno si accompagna a una costante, forte riduzione dell’età di comparsa, vi è quella di un’esagerata esposizione a fattori antigenici correlati alla modificazione degli alimenti e all’inquinamento atmosferico».

Un altro tema, affrontato dallo stesso Ceriello, riguarda l’impatto clinico nel diabete dello stress ossidativo, riconosciuto come prodotto dell’iperglicemia (che determina a livello mitocondriale un’aumentata produzione di radicali liberi) e come causa delle complicanze, determinate appunto da una serie di meccanismi attivati dagli stessi radicali liberi. «Dunque il meccanismo è noto e provato a livello clinico, animale e cellulare» afferma Ceriello. «Quello che non si riesce ancora a trovare è una terapia antiossidante efficace. Al momento, in tal senso sembra che la soluzione migliore consista in una dieta bilanciata ricca in frutta e verdura fresca, mentre gli antiossidanti come supplemento a tutt’oggi non hanno dato alcun effetto favorevole».

Ulteriore tema di rilievo all’Idf 2013 di Melbourne è, secondo il presidente Amd, «il notevole aumento del diabete di tipo 2. Siamo verso il mezzo miliardo di pazienti, ormai, secondo i dati disponibili, e la conclusione amara è che tutte le previsioni prospettiche si sono rilevate inferiori ai risultati reali.
Le stime quindi sono sempre errate per difetto: i numeri previsti a 20 anni si raggiungono con quasi 10 anni di anticipo. Evidentemente nella realtà esistono alcune variabili di cui non si riesce a tenere conto». Un ulteriore tema di interesse è l’incidenza delle malattie cardiovascolari (Cv) nel diabete di tipo 1. «Un aspetto al quale finora non è stata data molta attenzione ma che è diventato un problema, perché i bambini vivono più a lungo, per fortuna, ma così hanno maggiore possibilità di contrarre queste patologie, per certi aspetti più gravi che nel tipo 2».

Fonte:medicina33

Annunci