Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia. Unicef: “Ogni giorno nel mondo muoiono 18mila bambini”

Nel 2012 sono morti per malattie e denutrizione 6,6 milioni di bambini sotto i 5 anni. Il loro numero si è però dimezzato dal 1990 quando ne morirono più di 12 milioni. In questo arco di tempo sono stati salvati per interventi sul campo circa 90 milioni di bambini. Per l’occasione, in Italia, Anci e Unicef celebrano insieme la giornata dedicata, in particolare, alla non discriminazione dei gruppi più vulnerabili.

Giornata-Internazionale-dei-Diritti-dell’Infanzia-e-dell’Adolescenza-634x396[1]Nel 2012, in tutto il mondo, sono morti per malattie e denutrizione 6,6 milioni di bambini sotto i 5 anni. Il dato, di per sè drammatico, porta con sè anche una connotazione meno negativa: il loro numero si è dimezzato dal 1990, quando ne morirono più di 12,6 milioni. Secondo il nuovo rapporto presentato da Unicef, Organizzazione mondiale della sanità, Banca mondiale e Dipartimento degli Affari sociali ed Economici delle Nazioni Unite, lo scorso anno, ogni giorno, hanno perso la vita 18.000 bambini per cause spesso prevenibili. In questo arco di tempo sono stati salvati per interventi e programmi sul campo circa 90 milioni di bambini.

La maggior parte dei decessi, circa il 45%, sono dovuti alla denutrizione. Il resto, ad altre malattie come polmonite (17%), complicazioni per nascite premature (15%), complicazioni da parto (10%), diarrea (9%) e malaria (7%). Circa la metà delle morti si sono verificate in soli cinque paesi: Cina, Repubblica Democratica del Congo, Pakistan, India e Nigeria. Queste ultime due, rispettivamente con il 22 e il 13% dei decessi sono in testa alla triste classifica. In particolare a correre il rischio sono i bambini appena nati.
I primi 28 giorni di vita rappresentano il periodo più vulnerabile per la sopravvivenza di un bambino; circa il 44% dei decessi sotto i cinque anni si verifica durante il periodo neonatale (cioè durante i primi 28 giorni di vita). Nel 2012, sono stati 2,9 milioni i neonati morti in tutto il mondo.

In occasiosione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e l’Unicef Italia saranno fianco a fianco per celebrare il 24° anniversario della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, dedicato all’uguaglianza nei diritti di tutti i bambini e in particolare alla non discriminazione dei gruppi più vulnerabili, come i minorenni di origine straniera.
Il tema della tutela dei diritti dei minorenni di origine straniera e la semplificazione delle procedure per il conseguimento della cittadinanza italiana da parte dei minorenni figli di genitori stranieri che vivono sul territorio italiano sono temi su cui l’Anci è impegnata da tempo e sono tra gli obiettivi che l’Unicef Italia persegue sin dal 2010 con la campagna “IO come TU. Mai nemici per la pelle”.

L’obiettivo è quello di coinvolgere il maggior numero possibile di Comuni su due azioni: l’approvazione di una delibera comunale che disponga il conferimento della cittadinanza onoraria ai minorenni di origine straniera che sono nati e/o vivono sul territorio comunale, e l’adesione alla catena umana organizzata dai Comitati regionali e provinciali dell’Unicef, che il 20 novembre unirà simbolicamente da Nord a Sud tutta l’Italia intorno al tema del diritto alla cittadinanza.

“L’ottenimento della cittadinanza per i giovani di origine straniera e la rappresentanza dei cittadini stranieri regolarmente residenti, sono temi che i Comuni hanno sempre avuto a cuore, promuovendo per primi il percorso della cittadinanza onoraria con l’intenzione di anticipare, quanto meno sul piano simbolico, una riforma normativa non più rinviabile – ha dichiarato il Presidente dell’Anci, Piero Fassino – Dal canto suo Anci ha sempre sostenuto ogni iniziativa di semplificazione per acquisire tale diritto, non ultimo attraverso la Campagna “18 anni in Comune”. Quello della riforma della legge sulla cittadinanza è un passaggio fondamentale per poter stabilire un dialogo sereno tra le comunità di cittadini stranieri residenti e le istituzioni del nostro Paese, al fine di favorire politiche concrete di inclusione”.
 
“Il conferimento della cittadinanza onoraria ai minorenni di origine straniera che vivono in Italia è un atto dall’alto valore simbolico volto all’inclusione e alla tutela di tutti questi bambini e ragazzi e all’affermazione del principio di non-discriminazione e ambisce a diventare la premessa per una effettiva riforma della Legge 91/1992, che l’Unicef chiede sia orientata ai principi della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, ha ribadito il Presidente dell’Unicef Italia, Giacomo Guerrera. “Ad oggi – ha concluso – oltre 200 Comuni hanno già deliberato o si sono impegnati a promuovere la cittadinanza onoraria per i minori di origine straniera nati e/o che vivono sul loro territorio”. 

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Fonte: Quotidianosanità.it 

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