L’aceto contro il diabete

aceto[1]L’aceto è stato usato sin da tempi remoti non solo come condimento, ma anche a scopo medicinale.

All’aceto, o meglio agli aceti, viste le tante varianti disponibili (di vino, balsamici, di frutta, di riso) sono state attribuite numerose proprietà: si dice, in particolare, che agiscano sulle riserve di “grasso”, che siano antitumorali e utili per il controllo della glicemia.

Ma mentre per i primi due effetti non ci sono sufficienti riscontri scientifici, sul controllo della glicemia esistono molti dati. 
A conferma, possiamo citare uno degli studi più recenti, pubblicato sul Diabetes Metabolism Journal, dal quale si è osservato che diete ad elevato contenuto di grassi, abbinate con aceto balsamico, aiutavano ad attenuare gli effetti negativi dei grassi sulle cellule beta del pancreas, quelle che secernono insulina quando aumentano i livelli di glucosio nel sangue. 
In pratica, si potrebbe ipotizzare un effetto preventivo nei confronti del diabete, in quanto le cellule che producono insulina sarebbero meno esposte ai rischi di una dieta ricca di grassi.

L’ingrediente attivo è l’acido acetico, ma i meccanismi non sono ancora chiariti.

Per esempio, si ipotizza che l’acido acetico possa rallentare lo svuotamento dello stomaco e inibire l’attività degli enzimi digestivi presenti nell’intestino tenue, limitando la completa digestione dell’amido e, quindi, l’assorbimento del glucosio; o potrebbe aumentare la captazione di glucosio da parte del tessuto muscolare, sottraendolo dal circolo.

Questo effetto si è osservato sia in soggetti sani sia in diabetici.

L’aspetto positivo è che per ottenere il beneficio dell’aceto ne basta la quantità che comunemente si aggiunge all’insalata

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