La figura del coaching nutrizionista: un valore aggiunto per il professionista

imageNel 2011 è stato presentato al 23° congresso dell’ANDID come Personal Nutrition Trainer, il nutrizionista Roberto Uliano nella sua intervista a Vogue la definisce Personal Food Coach, alcuni la chiamano anche Nutrition Life Coach.

Quella del coach nutrizionale è una promettente figura professionale emergente, ancora poco conosciuta, che cerca di abbattere le barriere esistenti tra la persona con disturbo ponderale e il nutrizionista seduto dietro alla scrivania. Il coach nutrizionista osserva, segue e identifica il motivo attraverso cui viene esternalizzata la causa principale dell’eccesso ponderale (maggior introito calorico e/o diminuzione dell’attività fisica giornaliera), che sia un problema emotivo, psicologico, comportamentale o di semplice diseducazione e disorganizzazione, andando ad approcciare in modo accurato il problema personalizzando il programma di rieducazione alimentare e ponderale.
Il coach nutrizionista fa da ponte tra il problema e la soluzione, immergendosi nella realtà quotidiana del paziente.

Perché la figura del coaching nutrizionista. Punti essenziali:
-La cattiva conoscenza del potere calorico degli alimenti porta l’obeso a mangiare poco, ma ad alta densità calorica, determinando un minor senso di sazietà ed un maggior introito calorico;
-La disorganizzazione alimentare quantitativa e temporale è la costante che accumuna molti obesi;
-Gli stimoli di fame e sazietà nel soggetto obeso sono squilibrati o poco percepiti;
-La qualità degli alimenti è ignorata o assente;
-Numerosi comportamenti alimentari attuati dall’obeso sono automatici ed inconsci e di conseguenza vengono ignorati dal paziente stesso;
-La gestione di momenti critici fuori schema dietetico viene affrontato in modo errato;
-La gestione dell’ansia e dell’emotività viene sopperita con raptus di fame o con alimenti ad alto indice glicemico e ad alta densità calorica;
-Le carenze affettive e i vuoti vengono riempiti con una alimentazione compulsiva ed eccessiva;
-L’utilizzo di dispositivi casalinghi di convenienza sono utilizzati in modo spropositato;
-Le attività fisiche giornaliere sono ridotte drasticamente a causa della mancanza di tempo o per pigrizia.

La metodologia della figura del coaching nutrizionista:
-Dopo una accurata analisi dello stato nutrizionale e dei bisogni nutritivi presso lo studio si procede a stilare un calendario dei giorni in cui verrà seguito il paziente nella sua realtà quotidiana. La visita nutrizionale serve anche a definire per sommi capi la tipologia di soggetto che si ha di fronte: compulsivo, emotivo, disorganizzato ecc..
– il primo giorno viene osservato il paziente da vicino nei suoi comportamenti e se ne prende nota su un block-note. Si osserva come è composta la dispensa, che tipi di prodotti ci sono. La colazione e il pranzo come vengono consumati, la tipologia di cottura e di condimento utilizzati. Si osservano le dinamiche alimentari della famiglia. Si osservano i gusti alimentari, cosa piace e cosa non piace. Si osserva come fa la spesa, cosa mette nel carrello, la tipologia di prodotti che vengono acquistati (confezionati, freschi, surgelati, inscatolati ecc..). Si osservano le abitudini di vita, se è una persona con poco tempo a disposizione, se è disorganizzata ecc.
– il secondo giorno si passa alla fase attuativa e pratica. Il professionista viene con la sua spesa e con i suoi prodotti. Mentre si fa colazione insieme o si pranza insieme si fa educazione alimentare e si parla degli sbagli e degli automatismi inconsci che il paziente mette in atto. Si rileva e si porta alla luce i problemi identificati il giorno prima motivando in modo pratico il perché di una scelta diversa di un prodotto rispetto ad un altro. Ad esempio se si fa sempre colazione con un kinder brioss si spiega come 4 fette biscottate integrali possano dare una maggiore sazieta con lo stesso valore energetico. Si spiega come un cornetto confezionato possa essere sostituito da altri prodotti con maggiore potere saziante ecc..
Durante il pranzo si fanno notare come alcuni comportamenti come la qualità, la quantità e i metodi di cottura dei prodotti utilizzati siano la cause dell’aumento di peso.
Si svolge anche una educazione gli stimoli della fame e della sazietà.

Alcuni comportamenti compulsivi possono essere discussi in modo sereno con il paziente sviscerandone le cause e le modalità, cercando nel limite del possibile di dare una possibile alternativa.

Limiti del metodo del coaching nutrizionista:

-La persona a cui si propone un programma di coaching deve avere una forte motivazione a voler cambiare il proprio stile alimentare. Avere una persona al fianco durante tutta la giornata può invadere spazi che sono propri del paziente; per questo è importante spiegare e definire bene come si svolgerà il programma e la giornata di coaching;

-L’obeso spesso nasconde alcuni comportamenti in modo automatico davanti alle persone per paura di essere ripreso o scoperto; la fiducia nel professionista in questo caso è un fattore determinante per instaurare un buon rapporto terapeutico e una buona giornata di coaching. Per questo la metodologia va inserita all’interno del classico percorso nutrizionale che si svolge presso lo studio del nutrizionista;

-Non sempre si può seguire da vicino il paziente in tutte le fasi della giornata. Spesso la persona passa quasi tutta la giornata al lavoro. Per evitare ciò bisognerebbe scegliere giorni festivi come il sabato e la domenica.

-Qual è il costo per una giornata di coaching che il paziente dovrà affrontare? Essendo un metodo in via di definizione e di sperimentazione, tale tecnica va inserita all’interno del classico programma nutrizionale di visite presso lo studio. Questo tipo di metodologia da comunque un valore aggiunto al tuo lavoro di professionista in quanto, se ben attuato può aumentare l’efficacia della terapia;

-C’è una forte difficoltà a far conoscere e a proporre tale metodo. Spesso il paziente non ha percezione del potenziale del coaching. Attualmente le numerose serie tv sull’argomento stanno predisponendo il terreno a questo approccio e molti gia conoscono il tipo di metodo, anche se lo associano ai grandi obesi e dunque al di fuori del loro problema. Dedicare un attimo di tempo in più a questo tipo di programma può servire a convincere il paziente.

Fonte: Nutrizionista ComeMe

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