Potenziale ruolo delle fibre prebiotiche nel trattamento della steatosi epatica non alcolica

Le fibre prebiotiche, alla luce delle attuali conoscenze, si configurano come un’opzione
emergente di rilievo per il trattamento della steatosi epatica non alcolica (NAFLD).

La tesi è sostenuta da Parnell in una review. La NAFLD e la steatoepatite non alcolica (NASH) sono accomunate dall’accumulo intraepatico di grasso in assenza di eccessivo intake di alcol. Esse insorgono tipicamente insieme a una o più caratteristiche della sindrome metabolica. Se, quindi, la perdita di peso conseguente all’adozione di migliori stili di vita resta l’approccio privilegiato alle due patologie epatiche, spesso tale metodo è inefficace e non si hanno attualmente a disposizione alternative mediche o chirurgiche.

 

Le fibre prebiotiche sono un gruppo di carboidrati non digeribili che modulano il microbiota umano in modo vantaggioso per la salute dell’ospite. È stato evidenziato in studi su roditori che un’integrazione alimentare con tali fibre svolge un impatto positivo sulla NAFLD,modificando il microbiota intestinale, riducendo il peso del corpo e migliorando la regolazione glucidica.  Le ricerche in futuro  dovrebbero focalizzarsi su trials clinici umani controllati con placebo, utilizzando endpoint istologici per valutare gli effetti dei prebiotici su NAFLD e NASH.

Fonte: Parnell JA, Raman M, Rioux KP, Reimer RA  The potential role of prebiotic fibre for treatment and management of non-alcholic fatty liver disease and associated obesity and insulin resistence  Liver Int. 2012 May; 32(5): 701-11

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