COLORANTI: CASO COCA COLA E PEPSI…

Piuttosto che far comparire su bottiglie e lattine l’allarmante scritta “a rischio cancro”, la Coca Cola e la Pepsi si sono rassegnate a correggere la ricetta delle loro bevande diminuendo le quantità del colorante caramello che dà il caratteristico colore alle bibite. Tutto ciò avviene in California. Da noi tutto rimane per il momento com’è. Possibile? Le scure bollicine sono cancerogene e nessuno se ne preoccupa?
Tutto è nato in America da alcuni studi secondo cui certi residui che si formano nella reazione del colorante usato nelle cole aumentano il rischio di tumore nei topi. Tanto il Center for Science in the Public Interest, un’associazione di consumatori americana, ha chiesto il bando di questo colorante, il cui residuo apparentemente dannosi è stato poi inserito dalle autorità della California nella lista delle sostanze cancerogene.

Il colore caramello

Quello che si trova tra gli ingredienti di bibite, ma anche di svariati prodotti confezionati, pane, biscotti, salsa di soia, aceto balsamico, conserve di frutta rossa sotto l’etichetta di “colorante caramello”, sigla E 150, può appartenere a quattro tipi. Oltre al caramello normale, che si può fare anche a casa riscaldando lo zucchero, ce ne sono altre tre varietà di produzione industriale, ottenute facendo reagire uno zucchero con composti dello zolfo o dell’ammoniaca. Quello sotto accusa usato nella Coca Cola e nella Pepsi si chiama caramello solfito-ammoniacale, sigla E 150d. Il potenziale pericolo di questo colorante si anniderebbe in un sottoprodotto che si genera nella reazione di cottura, una sostanza chiamata 4-MEI, presente anche nel caramello E 150 c.

La sicurezza

Come tutti gli additivi presenti nei cibi, i coloranti sono soggetti a una precisa regolamentazione e a limiti stabiliti dalle autorità.
Proprio l’anno scorso, l’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare aveva rivalutato, come avviene periodicamente, la sicurezza dei coloranti caramello, lasciando invariata la cosiddetta “dose giornaliera accettabile”, cioè la quantità che, anche consumata tutti i giorni, non crea problemi alla salute, a 300 milligrammi per chilo di peso corporeo. Per un solo tipo di caramello, l’E 150 c, gli esperti hanno fissato la soglia più restrittiva di 100 milligrammi per chilo di peso corporeo, dato che alcuni studi hanno evidenziato un possibile effetto dannoso sul sistema immunitario (causati però da una sostanza diversa da quella ritenuta cancerogena in California). Lo studio sui topi americano, invece, come riferisce Lucia De Luca, addetto stampa dell’Efsa, non è stato ritenuto significativo dagli esperti dell’Efsa perché le dosi utlizzate erano molto elevate, lontane da quelle possibili con il normale consumo alimentare, e perché i dati riguardavano soltanto animali da esperimento.
Assobibe, l’associazione che riunisce i produttori italiani di bevande analcoliche, tra cui anche i produttori di Coca Cola in Italia (Sibeg e Coca Cola Hellenic Bottling Company Italia) hanno ribadito che i consumatori possono stare tranquilli riguardo alla sicurezza del colorante caramello.

Quanto caramello ingurgitiamo?

Panorama ha comunque chiesto agli esperti Efsa, sulla base del loro stesso dossier che fissa le dosi giornaliere accettabili, di calcolare se è possibile avvicinarsi o superare questa dose consumando alcuni dei prodotti più diffusi che contengono i coloranti caramello.
Mettiamo che un bambino e un adulto consumino: una lattina di cola, una porzione di dessert, un pacchetto di caramelle, uno di noccioline, una zuppa e due porzioni di pane contententi il colorante. È possibile si arrivi a superare in questo modo la razione massima giornaliera? La risposta è sì. Un bambino di 20 chili che consumasse questi prodotti, introdurrebbe sulla base delle tabelle Efsa circa 15.500 milligrammi di colorante, superando così ampiamente la dose giornaliera accettabile, che sarebbe per lui di 6 mila milligrammi al giorno (300 milligrammi per chilo di peso).
Per un adulto di sessanta chili il limite non sarebbe superato (dato che la sua dose accettabile giornaliera è 18 mila milligrammi), ma ci andrebbe comunque vicino.
Gli esperti Efsa sottolineano che il calcolo è solo ipotetico, ed è basato sui valori massimi riportati dall’industria per i vari prodotti, e inoltre che la dose giornaliera non dannosa ha un ampio margine di sicurezza perché presuppone che il consumo di questi prodotti avvenga tutti I giorni.
In ogni caso, chi si sarebbe aspettato tutto ciò dall’innocuo colore caramello?

di Chiara Palmerini

FONTE: Panorama.it

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