Consumo di cioccolato e malattie cardiometaboliche

In un lavoro pubblicato recentemente da Adriana Butriago-Lopez sul British Medical Journal è stata effettuata una review ed una meta-analisi di trials randomizzati e di studi osservazionali circa l’associazione fra consumo di cioccolato e rischio di sviluppare malattie cardiometaboliche (malattia coronarica, stroke, diabete e sindrome metabolica).

Fra le 4576 “references” esaminate, solo sette studi hanno raggiunto i criteri di inclusione con l’interessamento di circa 114000 partecipanti di età compresa fra 25 e 93 anni. Nessuno degli studi considerati rientrava nell’ambito dei trials randomizzati; sei erano studi di coorte (Germania, Olanda, Svezia, Giappone e Nord America) ed uno, effettuato negli Stati Uniti,  era un cross sectional study.

Cinque di questi studi hanno riportato una associazione inversa tra alti consumi di cioccolato e rischio di malattie cardiometaboliche, anche dopo aggiustamento di possibili fattori confondenti come età, attività fisica, BMI, fumo, fattori alimentari, uso di farmaci. I più alti livelli di consumo di cioccolato comparati con i livelli più bassi sono associati ad una riduzione del 37%  delle malattie cardiovascolari, a una riduzione del 29% di ictus, a una riduzione del 31% di diabete. Non è stata osservata nessuna significativa associazione con l’insufficienza cardiaca. Questi effetti favorevoli sembrano mediati dall’alto contenuto di polifenoli presenti nel cacao, probabilmente accresciuti dall’aumentata biodisponibilità di ossido nitrico con conseguente  miglioramento sulla funzione endoteliale, riduzione della funzione piastrinica e addizionali effetti benefici sulla pressione arteriosa, insulino-resistenza e livelli ematici dei lipidi.

Gli Autori concludono che, oltre alla necessaria cautela nella interpretazione di data ottenuti da studi osservazionali, è necessario considerare altri aspetti associati con il consumo di cioccolato. Per esempio, l’alto contenuto energetico del cioccolato (circa 500 kcal/100 gr) induce, se le quantità introdotte sono eccessive, incremento ponderale che rappresenta un fattore di rischio per ipertensione, dislipidemia, diabete e malattie cardiometaboliche in generale. Di conseguenza l’alto contenuto di zucchero e grassi del cioccolato dovrebbe essere preso in considerazione e pertanto sarebbero necessari sforzi per ridurne la quantità, al fine di migliorare gli effetti benefici. Nondimeno, l’evidenza attuale suggerisce che il cioccolato può essere uno strumento utilizzabile nella prevenzione delle malattie cardiometaboliche, se consumato con moderazione e, se possibile, con una ridotta quota di zucchero e grassi.

 

Fonte:Buitrago-Lopez A, Sanderson J, Johnson L, Warnakula S, Wood A, Di Angelantonio E, Franco OH. Chocolate consumption and cardiometabolic disorders: systematic review and meta-analysis . BMJ 2011 Aug 26; 343: d4488.doi:10.1136/bmj.d4488

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