Troppa vitamina E fa male alle ossa… Nei topi l’assunzione simile al contenuto degli integratori in commercio erode le ossa, stimolandone la degenerazione

MILANO – Si trova negli spinaci, nei broccoli, negli olii vegetali, nella frutta secca: è la vitamina E, normalmente prezioso alleato della fertilità, antiossidante e cruciale per molti meccanismi umani. Ma se assunta in dosi eccessive può indebolire le ossa, contribuendo alla loro degenerazione. Insomma, in una dieta normale questa vitamina non può essere nociva, ma il concetto ormai troppo in voga degli integratori va rivisto e la troppo osannata vitamina E va semplicemente ridimensionata.

LO STUDIO – La scoperta è dei ricercatori dell’università di Keyo, a Tokyo, guidati da Shu Takeda, che dopo aver iniettato una dose simile a quella contenuta negli integratori di uso comune in alcuni topi da laboratorio e hanno individuato gli effetti collaterali. Gli animali «imbottiti» di tocoferolo (uno dei principali composti detti vitamina E) hanno dimostrato una riduzione della massa delle ossa, spiegabile in quanto un iperdosaggio della vitamina incoraggia la formazione degli osteoclasti, incaricati di ridurre il tessuto osseo. In sostanza con un’overdose di vitamina E verrebbe distrutta una quantità eccessiva di tessuto osseo e, se l’uomo reagisse (come è probabile) in maniera simile ai roditori, la quantità distrutta risulterebbe maggiore di quella creata. I topi in deficit di vitamina E, al contrario, presentano una massa ossea maggiore poiché le cellule deputate al riassorbimento osseo (gli osteoclasti) diminuiscono se nell’organismo non c’è abbastanza vitamina E.

LE CELLULE DELLE OSSA – Per mettere meglio a fuoco i risultati della ricerca giapponese giova ricordare le caratteristiche del tessuto osseo. L’osso è sede di un’intensa attività cellulare e ogni anno circa il 10 per cento della massa ossea viene rinnovata. Le cellule delle ossa vengono didatticamente suddivise in quattro categorie: gli osteociti, gli osteoblasti, gli osteoclasti e i loro precursori. Gli osteoblasti sono responsabili della formazione della matrice ossea e gli osteoclasti sono responsabili della disgregazione della matrice ossea: «Il nostro organismo assiste a un’eterna battaglia tra osteoblasti e osteoclasti – spiega lo specialista Robert Graham, del Lenox Hill Hospital di New York City – e capire questa battaglia cellulare significa focalizzare con precisione il ruolo della vitamina E sulla salute del tessuto osseo».

VITAMINA E – Il tocoferolo, normalmente conosciuto come vitamina E, fu scoperto nel 1922 dai medici Herbert Evans e Katherine Bishop, e viene definito «il fattore liposolubile in grado di prevenire la morte fetale animale». Inizialmente chiamata fattore X, e solo successivamente denominata vitamina E, nel 1927 fu individuata come fattore nutriente essenziale per mantenere fertili i ratti di laboratorio. In realtà i meccanismi con cui la vitamina E agisce nell’organismo erano poco noti fino a qualche decennio fa. Oggi si sa che la vitamina E ha un ruolo importante quale agente antiossidante e nella prevenzione dell’ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, rafforza il sistema immunitario e potenzia il funzionamento dei muscoli. Insomma, fa benissimo. Ma non può essere assunta allo stesso modo in cui si prendono delle mentine.

BASTA LA CAUTELA – A questo lavoro seguiranno altri approfondimenti, anche perché lo studio giapponese contraddice precedenti lavori,  compreso uno studio risalente al 2010 di segno opposto. Ma la ricerca nipponica, pubblicata su Nature Medicine,  in realtà invita semplicemente alla cautela e al buon senso, ridimensionando il ruolo degli integratori vitaminici. Non si possono utilizzare in modo approssimativo né è corretta l’auto-prescrizione: se l’organismo non ha un reale bisogno di questi integratori e non ci sono particolari esigenze non vanno presi. Il business degli integratori alimentari vanta cifre da capogiro, ma spesso si basa su ingannevoli (o eccessive) promesse e su falsi miti. L’integrazione alimentare è spesso una scorciatoia, a volte anche nociva.

 

Fonte: corriere della sera

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