Sensibilità al glutine

La sensibilità al glutine (“gluten sensitivity”) è una nuova condizione recentemente identificata che colpisce, in base a quanto emerge dalla letteratura internazionale, il 6% della popolazione. Se quindi le stime attuali quantificano in Italia in circa 500000 i malati celiaci, i pazienti con sensibilità al glutine dovrebbero essere almeno 3000000.
Sembra che la sensibilità al glutine sia una vera e propria malattia che, potenzialmente è in grado di colpire un paziente su 20 e che comunque rappresenta una condizione diversa dalla celiachia, tanto è vero che la stragrande maggioranza delle persone che ne soffrono non diventerà, nel corso della vita, celiaca.

In genere la sensibilità al glutine si manifesta dall’età adolescenziale all’età adulta, mentre è estremamente rara in età pediatrica.
I sintomi della sensibilità al glutine sono estremamente vari; si va dal dolore addominale, alla cefalea, all’astenia, ai dolori muscolari, al formicolio alle estremità fino alla depressione. Il quadro clinico va in rapida remissione (pochi giorni) con l’eliminazione del glutine dalla dieta. Infine, a differenza della celiachia, la sensibilità al glutine non segue un percorso prefissato: i sintomi possono essere più pronunciati o scomparire nel tempo.
La differenza fra malattia celiaca e sensibilità al glutine è dovuta ad una diversa risposta della mucosa intestinale al glutine. La malattia celiaca risulta da una complessa, e ancora non completamente chiarita, interazione fra aumentata permeabilità intestinale, danno mucosale, fattori ambientali in aggiunta al glutine, e predisposizione genetica , che interessa sia i geni MHC (major histocompatibility complex) che i geni non-MHC. Le tipiche lesioni intestinali nella malattia celiaca sono mediate attraverso le vie dell’immunità innata e adattativa, mentre la sensibilità al glutine è associata con la prevalente attivazione della risposta immunitaria innata, in assenza di evidenti modificazioni della normale funzione di barriera della mucosa intestinale.

La diagnosi di sensibilità al glutine è quindi, al momento attuale, una diagnosi di esclusione, posta quando siano state eliminate altre cause come la malattia celiaca, l’allergia al grano e altre malattie  come il diabete mellito tipo 1, le malattie infiammatorie intestinali e l’infezione da Helicobacter Pylori. Pertanto la diagnosi di sensibilità al glutine va considerata in tutti quei pazienti con negatività dei test immunologici per l’allergia al grano, negatività degli anticorpi anticorpi anti-endomisio e anti-transglutaminasi IgA, mucosa normale (Marsh 0) o con lieve incremento dei linfociti intraepiteliali (Marsh 1) e miglioramento dei sintomi nei giorni successivi alla introduzione della  dieta gluten-free.
Il prossimo passo  sarà quello di mettere a punto esami ematochimici in grado di diagnosticare la sensibilità al glutine, cosa che , a detta degli esperti, dovrebbe verificarsi entro i prossimi due o tre anni.

Fonte: Divergence of gut permeability and mucosal immune gene expression in two gluten-associated conditions: celiac disease and gluten sensitivity. A Sapone. KM Lammers, V Casolaro, M Cammarota, MT Giuliano, M De Rosa, R. Stefanile, G. Mazzarella, C Tonone, MI Ruso, P Esposito, F Ferraccio, M Cartenì, G Riegler, L De Magistris and A Fasano. BMC Medicine 2011, 9: 23 doi: 10.1186 1741-7015-9-23

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