RISCHIO TUMORE DA FRITTI E CIBI TROPPO COTTI

 L’acrilamide, una sostanza che si sprigiona quando i grassi friggono, tostano o cuociono al forno, fa aumentare il rischio di sviluppare un cancro dell’ovaio o dell’utero. Uno studio olandese pubblicato dalla rivista specializzata “Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention” ha seguito le abitudini alimentari di 120.000 persone, la metà delle quali erano donne e ha stabilito una relazione diretta tra consumo di acrilamide e cancro. I volontari sono stati seguiti per 11 anni; in questo periodo 327 donne hanno sviluppato un cancro endometriale, a 300 è stato diagnosticato un cancro dell’ovaio, mentre 1835 hanno sviluppato un cancro al seno. Gli esperti dell’Università di Maastrich hanno scoperto che le donne che avevano consumato una media giornaliera di 40 milligrammi di acrilamide (l’equivalente di un pacchetto di 32 grammi di patatine fritte) avevano il doppio delle probabilità di sviluppare un cancro dell’utero o dell’ovaio. Al contrario non è stato possibile documentare alcuna relazione tra il consumo di questa sostanza e il cancro al seno. L’acrilamide è contenuta nei fritti, nelle carni arrosto, nelle patatine fritte e croccanti e in una serie di prodotti soffriti o cucinati come il pane e i cereali della prima colazione, i biscotti caramellati, il caffè.

E’ praticamente impossibile eliminare la sostanza chimica dalla nostra alimentazione; il consiglio degli esperti è di consumare più frutta e verdura, alimenti cucinati in casa (che normalmente contengono minori quantità di acrilamide rispetto a quelli prodotti industrialmente); evitare di cuocere eccessivamente oppure friggere o tostare cibi ricchi di carboidrati (patatine fritte o arrosto, per esempio, dovrebbero essere cotte fino a quando assumono un colore dorato, evitando che arrivino a tonalità giallo scuro). E’ comunque bene rimuovere le parti più cotte e quindi scure dei cibi. La media di assunzione di acrilamide varia da0.3 a 0.5 microgrammi per chilo di peso al giorno per gli adulti, mentre si passa a 0.3-1.4 per i bambini. In generale, dunque, i piccoli sono più esposti , perchè il quantitativo di composto è relativo al peso corporeo.

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